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mercoledì 5 dicembre 2012

Kickstarter, guai per la stampante 3D


L'assalto legale ai vertici di Formlabs, produttore statunitense di stampanti 3D a basso costo. Nella denuncia presentata in aula dagli avvocati di 3D Systems, Formlabs avrebbe sfruttato indebitamente una specifica tecnologia per la realizzazione di oggetti. Violando così un brevetto ottenuto nel lontano 1997.
Nella causa avviata da 3D Systems è stata trascinata anche Kickstarter, famosa piattaforma di crowdfunding.
Grazie agli spazi digitali offerti da Kickstarter, Formlabs era riuscita a raggranellare qualcosa come 2,9 milioni di dollari, con altri 1,4 milioni guadagnati dopo le ordinazioni a raffica del modello di stampante 3D Form 1. I legali di 3D Systems hanno accusato anche Kickstarter di violazione dei suoi stessi termini di servizio, avendo trattenuto una percentuale per la distribuzione di un prodotto in violazione brevettuale.
Formlabs avrebbe così rubato una tecnologia basata sulla stereolitografia, che appunto permette di realizzare singoli oggetti tridimensionali a partire da dati digitali elaborati da software CAD/CAM.

martedì 27 novembre 2012

La cucina di Google stampa pasta in 3D



Google è anche un luogo di lavoro decisamente particolare, dove la vita dei dipendenti si svolge in modo un po' diverso da quello delle solite multinazionali. Uno dei centri nevralgici di Google è, pensate un po', la caffetteria interna, luogo di socializzazione e di scambio di idee. In una intervista Bernard Faucher, cuoco presso le cucine di Google, discute del modo di lavorare di Google, che è diverso anche per i cuochi.
Ad esempio, le cucine di Google sono dotate di una stampante 3D per la pasta, in modo da poterla personalizzare sul momento in termini di forma, così da poter accontentare al volo gli utenti, o assecondare la fantasia del cuoco. Anche questo significa lavorare in un contesto 'green'.

martedì 14 agosto 2012

Feto in 3D


Fa discutere il gadget per gestanti impazienti inventato in Giappone: una piccola scultura in resina che riproduce la sagoma tridimensionale di un feto accucciato nella pancia della mamma. Il business, lanciato dall'azienda nipponica Fasotec, si rivolge alle donne in attesa che non si accontenato delle ecografie e delle immagini, anche a colori e in 3D, del bimbo che portano in grembo, e che sono disposte a pagare non meno di 100mila yen: oltre 1.270 dollari, più di mille euro.
Il servizio, disponibile da fine luglio, si chiama 'Shape of Angel' (letteralmente 'forma d'angelò) ed è stato ideato dalla Fasotec come spin-off di un core business comunque di nicchia: la riproduzione in 3D di ossa, organi e tessuti, venduti come modellini per esercitazioni e simulazioni di medici in erba. In sintesi, i dati rilevati dalla risonanza magnetica vengono trasferiti in tempo reale a una sorta di stampante tridimensionale, che 'scolpisce' in un blocco di resina trasparente il pancione di mamma e in una resina bianco latte il nascituro nell'esatta posizione in cui si trova.